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Artisti e rappresentanti dell’Associazione a Wertheim

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LE OPERE RISPECCHIANO LE TRADIZIONI DELLA CITTA’ DI GUBBIO (Wertheimer Zeitung)

 

Una nuova mostra: Tradizione e arte contemporanea in “Origine- Presente” nella galleria Schwab di Wertheim.

Wertheim. Artisti della città di Gubbio, città partner italiana  di Wertheim, da domenica espongono presso la galleria Schwab, la ex cancelleria comunale sotto il castello.  La mostra che sarà aperta fino all’inizio di agosto in collaborazione con lAsssociazione per i gemellaggi “ è in piccolo il risultato di una reale coopeazione europea” ha detto il gallerista Johannes Schwab.  Che l’evento sia importante lo dimostra il fatto che cinque dei sei artisti partecipanti sono venuti personalmente al Vernissage. Tra le altre cose, l’associazione per i gemellaggi si è occupata dell’ospitalità degli artisti presso famiglie.

Il titolo della mostra “Origine- Presente” esprime il concetto tedesco” Senza le origini non c’è futuro”.  E rende chiaro il fatto che  si tratta di tradizione e non di “arte d’occasione” che non ha collegamento con il tempo reale. Schwab ha rimarcato che in Italia gli artisti avrebbero un’importanza diversa  e, legati alla tradizione artistica locale, anche una diversa coscienza di sé, rispetto a quella che si dà all’artista in Germania. In Italia si apprezza molto alla continuità del rapporto dell’artista con la tradizione artistica del proprio paese, ha detto Schwab. Così la mostra di Wertheim rispecchia molto dello spirito e delle tradizioni di Gubbio.

INTIMITA’ NELLE OPERE

Schwab ha sottolineato che accanto al visibile, nell’opera viene espressa anche molta intimità, che lui ha cercato rendere esplicito soprattutto questo aspetto  nell’allestimento della mostra e  che i colleghi italiani  lo hanno particolarmente apprezzato. In occasione della presentazione Schwab si tira indietro e toglie il più possibile la luce naturale. Ogni oggetto, di stile diverso, deve poter  funzionare solo da sé,  libero da qualsiasi distrazione. Briglitte, Kohout, , in qualità di rappresentante della città, ha ricordato che si tratta della seconda mostra   di una della città gemellate con Wertheim. Nel 2014 era stata la città di szentendre al centro dell’attenzione. Si è pronti a continuare su questa strada: Ci saranno sicuramente altre mostre, ha annunciato.A nome del gemellaggio ha parlato anche Norbert Stahlkamp. Ha introdotto la mostra, ha fatto molte citazioni  sull’arte e sulla cultura, ma si è modestamente definito un “semplice simpatizzante dell’arte”.

PRODOTTO DELLA PASSIONE

L’arte, indipendentemente dal genere, è il prodotto della passione, ha detto Stahlkamp. I sei artisti sono l’espressione del ponte che collega l’arte classica italiana con il presente. Il luogo scelto per la   mostra sembra essere ideale, poiché nell’ottobre 1631 il re Gustavo Adolfo di Svezia camminò in quelle stanze.

Va bene, questo è successo molto tempo dopo i Greci e i Romani sui sette colli, ma per Wertheim, anche questo è un “ritorno alle origini”, come ha detto Wahlkamp in italiano. In tedesco un “ritorno alle radici”.

 

 

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Introduzione fatta da Norbert Stahlkamp alla mostra

 

Buon giorno, signore e signori e amanti dell’arte italiana, “Lei è T.S.Eliot, non è vero?” – disse un tassista al famoso poeta e premio Nobel, quando questi salì sul suo taxi a King’s Road, a Londra. “Come lo sa?” Chiese Eliot, “Ah, sa, le celebrità le riconosco subito”, rispose il tassista. Recentemente ho avuto come cliente Bertrand Russell e gli ho chiesto: Allora, signore qual è il senso della vita e quello dell’arte? E, lo sa, non è stato in grado di dirmelo. Sì, qual è il senso della vita e quello dell’arte?

Quando quattro settimane fa la mia carissima ex- collega Evi Petzold mi chiese se potevo impegnarmi a dire alcune parole per introdurre questa mostra, al momento rimasi senza parole, ma alla fine ho accettato, semplicemente, non sapendo  che cosa mi ero impegnato a fare. E così mi sono messo alla mia scrivania, ho messo la testa tra le mani e ho cercato di trovare parole adatte per questa mostra, io che non sono un artista, non sono uno storico dell’arte, non un critico, non un recensore, semmai un simpatizzante dell’arte. Davanti a me, nient’altro che un foglio bianco, Dio solo sa per quanto tempo è rimasto là, finché mi è venuto in mente il film “L’attimo fuggente” e con questo John Keating, un insegnante insolito, recitato in modo così unico dal grande attore Robin Williams, scomparso quattro anni fa.

John Keating, o come lo chiamavano i suoi allievi   Oh, capitano, mio capitano,  stupiva i suoi studenti, quando gli spiegava che non si poteva definire e capire l’arte con metodi rigidi, scientifici.

“Vi voglio svelare un segreto” li attirò nel suo incantesimo,” Noi leggiamo e scriviamo poesie non solo per divertimento, leggiamo, scriviamo e dipingiamo perché facciamo parte della specie umana, e la specie umana è piena di passione: e l’economia, la tecnica, la legge, la medicina, sono sicuramente fini nobili e anche necessari, ma la poesia, la pittura, la bellezza, l’amore sono le gioie della nostra vita.

A questo proposito, vorrei citare un poeta americano, Walt Whitman: io e la mia vita, le domande che ritornano sempre, la fila interminabile degli increduli, le città piene di pazzi:

Perché vivo? Perché sono qui?

La risposta: per questo sei qui, perché la vita vada avanti. La tua individualità. Perché il gioco delle forze continui e perché tu te le possa raffigurare.

Per questo oggi siamo qui, per farci ispirare dalle immagini e dalle sculture di noti artisti della nostra città partner italiana di Gubbio, legata tramite persone amabili e impegnate, che danno sempre nuova vita a questo gemellaggio.

Alla fine di aprile, Christina Moraitis, dirigente del Liceo professionale presso il Berufliches Schulzentrum di Wertheim, è andata in visita a Gubbio, nostra città partner con una delegazione di insegnanti e di studenti. Sono molto lieto di vederla qui oggi tra gli ospiti, insieme alla collega Elvira Vaeth. Gubbio, gentili signori e signore,  è una città di pietra, di vecchia pietra,  deve essere austera e severa, ma comunque meravigliosa nel suo fascino che sembra  un po’ povero, come mi è stato raccontato, visto che io non ci sono mai stato.

Le origini di Gubbio risalgono all’antichità. In questa città, che attrae ogni anno moltissimi turisti, il passato ha un valore continuo e persistente, come Thomas Mann scrive all’inizio del suo famoso romanzo “Giuseppe e i suoi fratelli”: Profondo è il pozzo del passato. Anche oggi, così leggo nell’invito a questa mostra, molti artisti e artiste italiani sono legati alla loro storia, alle tradizioni e alle origini in quanto elementi essenziali per la loro opera.

Ma allo stesso tempo, dice Johannes Schwab, la loro opera cresce oltre il passato, la tradizione e oltre ciò che è stato e si colloca esplicitamente nel presente.

E questo rappresentano i sei artisti della nostra città partner umbra, Gubbio, che espongono le loro opere in questa mostra con il caratteristico titolo: Origine- Presente: Toni Bellucci, Maurizio Bincarelli, Antonella Capponi, Gabriele Mengoni, Marilena Scavizzi, Gabriele Tognoloni.

Benvenuti a Wertheim. Siete arrivati solo ieri sera da Gubbio per l’apertura di questa mostra; Wertheim, come Gubbio è una città della cultura, con il museo d’Arte”Schloesschen im Hofgarten” con le opere di Max Liebermann, con il Museo della Contea con la collezione Modersohn, con il Museo del vetro e con il monastero di Bronnbach, che da lungo tempo sono luoghi di interesse nazionale.

Per l’artista e gallerista di Wertheim Johannes Schwab è quindi motivo di onore e gioia esporre queste immagini  e queste sculture  nel suo atelier in un luogo storico, le antiche camere che nell’ottobre 1631 hanno ospitato per la notte il re Gustavo Adolfo di Svezia e successivamente edificio  pubblico in cui visse il noto pittore Fritz Lange-Dekekam, originario del Meclemburgo-Pomerania,   che negli anni Venti fondò una scuola di pittura a Wertheim.

Per questo, caro Signor Schwab, sono lieto che in questi ultimi tempi il Suo atelier  sia diventato un luogo importante di incontro con l’arte, in cui i visitatori  possono fare ancora la stessa domanda che il tassista aveva rivolto al filosofo Bertrand Russell: Qual è il senso della vita  e qual è il senso dell’arte?

Finché qualcuno si pone questa domanda e finché qualcuno cerca una risposta, fino ad allora c’è e ci sarà arte.

E allora, signori e signore, godetevi queste opere prima che sia troppo tardi.

Lasciate che queste opere vi parlino e poi, quando queste opere iniziano a parlare e voi cominciate a parlare con loro, ascoltate la loro voce e quando queste immagini o queste sculture entrano in qualche modo nella vostra vita, allora succede quello che noi esprimiamo con la parola “Arte” e con questo ci riferiamo ad una realtà più profonda che sta dietro alle immagini. Si potrebbe anche dire “Ritorno alle origini”.

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“Origine- Presente” sei artisti eugubini espongono a Wertheim

Il 5 di Agosto si chiuderà la mostra di artisti eugubini  a Wertheim,  inaugurata  il 10 giugno presso la galleria di Johannes Schwab  con la collaborazione delle Associazioni gemellaggi di Wertheim e di Gubbio e con il contributo   delle due amministrazioni  comunali che hanno curato l’aspetto logistico del trasporto delle opere.

Il titolo della mostra di arte contemporanea “Origine e Presente”  evidenzia come gli artisti eugubini siano legati alle loro origini che ritornano in modo più o meno prorompente nelle loro opere. Ma, come affermato dallo stesso  Schwab, la loro arte non rimane relegata nel passato ,va oltre  e la tradizione riesce a rivivere a prendere nuova e fruttuosa vita nel presente.

Le opere esposte , molto diverse per materiali e tecniche artistiche utilizzate, sono state tutte prestigiosamente valorizzate dagli  eleganti spazi  ricchi di storia  appositamente allestiti con luci e colori atti a mettere in risalto i lavori degli artisti.

 Al vernissage della mostra erano presenti oltre che ad esponenti dell’Associazione gemellaggi, dei clubs Lions e  Rotary di Gubbio, anche cinque dei sei artisti , Marilena Scavizzi, Gabriele  Tognoloni, Toni Bellucci , Maurizio Biancarelli, Antonella Capponi (assente  Gabriele Mengoni ).L’introduzione era stata affidata  a Norbert Stahlkamp che facendo riferimento al noto film L’Attimo fuggente ha definito l’Arte una delle gioie della nostra vita e richiamandosi al poeta americano Walt Whitman ha affermato che tutti i numerosi presenti che gremivano la sala   erano accorsi  per farsi ispirare dalle opere degli artisti eugubini. L’arte, indipendentemente dal genere, è il prodotto della passione, e i sei artisti sono il l’espressione del ponte che collega l’arte classica italiana con il presente.

La mostra di Schwab ha creato un nuovo motivo di incontro tra le due città gemellate e ha riscosso un  ottimo successo che si spera diventi l’inizio di un duraturo scambio culturale ed artistico fra Wertheim e Gubbio.

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